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    Convegno del 01/06/2012

    "La cura delle persone in stato vegetativo: percorso diagnostico riabilitativo e aspetti etici"

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  • Marilena: «Con la forza di volontà ho preso la seconda laurea»

    La signora Pal, infermiera a “Le Terrazze”, è tornata dopo vent’anni sui banchi della facoltà

    Sono state la volontà di rimettersi in gioco e la voglia di imparare, a spingere Marilena Pal a tornare sui banchi per conseguire un master in  Management  delle professioni sanitarie. Dopo la laurea in Scienze Infermieristiche nel suo paese di origine, la Romania, si è trasferita in Italia dove ha trovato lavoro presso la Clinica Le Terrazze.« Dopo vent’anni dalla fine degli studi, avevo voglia di una nuova sfida – ha detto orgogliosa  Marilena – . Fino a un anno  fa, quando cominciai il corso di laurea, avevo sempre prediletto corsi  di aggiornamento online per meglio conciliare famiglia e impegni lavorativi anche se non ero soddisfatta e volevo arricchire ulteriormente il mio bagaglio culturale».
    Per questo motivo l’iscrizione all’Università E- Campus di Como: 16 mesi passati tra i libri, le corsie della Clinica Le Terrazze e gli impegni di mamma: «Incastrare studio, lavoro e famiglia è stato durissimo – afferma  -. Ma alla fine ho tagliato il traguardo in 16 mesi, laureandomi lo scorso maggio con una tesi sul coordinamento dell’equipe infermieristica multietnica».

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    L’ispirazione è stata proprio il lavoro presso la Casa di Cura: «Lavoro qui da circa 10 anni – ha spiegato Marilena –. In clinica collaboro con infermieri di molte nazionalità diverse: italiani, rumeni, sudamericani e polacchi sopratutto». In molti hanno raggiunto la nostra penisola una decina di anni fa, quando la richiesta di infermieri, ASA e OSS era molto elevata: «In tutte le equipe la parola d’ordine è la collaborazione – continua l’infermiera –.

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    In uno staff multietnico la sinergia  è ancora più importante. Non è facile coordinare mentalità e culture diverse ma spesso il personale sanitario di origine straniera si rivela prezioso nell’approcciarsi ai pazienti di diverse nazionalità». Il coordinatore delle professioni sanitarie diventa il perno per il buon funzionamento dell’equipe: «La comunicazione gioca una funzione fondamentale – spiega sicura Marilena –. Chi sta a capo dello staff deve saper valorizzare le competenze e  i punti di forza di ogni membro. Solo così verrà messa in risalto la professionalità di tutti: è quello che alla fine i pazienti apprezzano di più. Nessuno si è mai lamentato di essere curato da infermieri di origine straniera, tutti sono ben integrati e agli utenti interessa soltanto il rapporto umano e la qualità delle cure».

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    La costituzione di una buona equipe non è quindi un percorso facile ma il più delle volte in salita:  «È ovvio che uno staff neo costituito possa non andare immediatamente d’accordo – aggiunge l’infermiera de “Le Terrazze” –. Un gruppo non è necessariamente un’equipe. La valutazione delle risorse di ogni membro e anche lo scontro costruttivo sono fondamentali per la creazione di uno  staff solido che sappia prendere decisioni condivise: solo così si può contare sulla comprensione e il reciproco rispetto dei ruoli». Al centro del lavoro d’equipe deve sempre esserci il paziente mentre il coordinatore delle professioni sanitarie deve  essere in grado di motivare gli infermieri, riconoscere  chi svolge correttamente il proprio lavoro e agire sempre all’insegna della correttezza e del rispetto.

    Redazione Sensus

    Casa di Cura Privata Le Terrazze S.r.l.
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