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    Convegno del 01/06/2012

    "La cura delle persone in stato vegetativo: percorso diagnostico riabilitativo e aspetti etici"

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  • Quando è l’amore che tiene accese le stelle

    La storia del dottor Toia, colpito da un ictus, e il suo lento ritorno alla vita attraverso la riabilitazione

    Gli uomini sono fatti di atomi ma soprattutto di storie. E quella del Dottor Toia merita di essere raccontata. Vita frenetica la sua, che per anni si è diviso tra uno studio dentistico e il ruolo di Regiù della “Famiglia Bustocca”, celebre associazione culturale di Busto Arsizio. Poi all’improvviso il buio, nel cuore di una notte del marzo scorso: sembrava un sogno e invece era tutto vero.ll lavoro fino al venerdì e poi uno svenimento sabato sera e la corsa all’ospedale di Busto.  “Ictus parietale mediano”: hanno sentenziato i medici.
    Una patologia che ha colpito il dottor Toia e che poteva trasformarsi in una condanna se non fosse stato anche per il ruolo della signora Mariella, la moglie del Dottor Luigi. È lei, la compagna di una vita, che dopo l’ictus ha deciso immediatamente per il ricovero del marito presso la Clinica Le Terrazze.Ed è sempre lei ad aver tolto dall’anonimato la camera della Casa di cura: le foto degli amatissimi nipoti, che fanno commuovere il dottor Toia anche solo a parlarne, ovunque sulle pareti e le sculture in legno, sua grande passione, che ha realizzato negli anni scorsi. Una moglie che incoraggia e che non stacca un attimo lo sguardo dal marito: una carezza sul braccio, un bacio di sfuggita che fanno trattenere al dottore le lacrime.

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    I primi giorni di ricovero, infatti, sono stati durissimi; la vita frenetica che si ferma all’improvviso, il corpo sempre efficiente che tradisce tutto un tratto. Poi, giorno dopo giorno, il lento ritorno alla vita: «Ora ho ripreso a camminare – ha spiegato il Dottor Toia, reprimendo le lacrime – All’inizio riuscivo a stare solo a letto mentre ora muovo i primi  passi.

    I fisioterapisti mi incoraggiano e mi insegnano i trucchi per restare meglio in equilibrio e per migliorare l’uso del braccio e della gamba destra perché l’ictus ha colpito soprattutto la parte sinistra del mio corpo». Le giornate poi si riempiono con le attività di logopedia, la terapia occupazionale e gli amici che dall’inizio del ricovero ad oggi non hanno mai smesso di fare visita al dottor Toia: «Lo sconforto prende spesso il sopravvento – spiega – per fortuna ci sono gli amici e i parenti che non mi hanno mai lasciato solo. Anche con il restante personale sanitario ho stretto un buon rapporto: c’è perfino un infermiere che somiglia a mio figlio».

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    A sostenere il dottor Toia anche i ricordi perché, si sa, in questi casi è il passato che diventa il libro migliore da leggere: i viaggi con la moglie in tutto il mondo, una vacanza speciale in Turchia e i primi giorni di lavoro, quando come giovane medico sostituiva i colleghi in ferie nella zona della Valganna.

    I ricordi che diventano un’ àncora alla vita, anche se la signora Mariella fa in modo che si trasformino in un inno al futuro. “Ne faremo altri di viaggi”, afferma con ottimismo alla fine dell’intervista. Dignità, coraggio e affetto conditi da tanto amore sono la ricetta che ha permesso a Mariella di aiutare il marito a tenere accese le stelle.

    Redazione Sensus

    Casa di Cura Privata Le Terrazze S.r.l.
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