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    Convegno del 01/06/2012

    "La cura delle persone in stato vegetativo: percorso diagnostico riabilitativo e aspetti etici"

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  • Marco Di Battista,

    Direttore risorse umane e finanza:

    «Non mi sento un solista, ma l’elemento di una buona melodia d’orchestra»

    Marco Di Battista è da dieci anni Direttore delle risorse umane e finanza della clinica “Le Terrazze” di Cunardo, dopo un passato nel mondo bancario che l’ha posto a contatto diretto con il mondo economico e gli operatori del settore.Un ruolo di “spartiacque” il suo, di grande mediazione tra le esigenze del personale e quelle dell’azienda, che svolge con estrema competenza e serenità, e la giusta curiosità che serve ogni giorno ad imparare qualcosa.
    Quale è il suo ruolo all’interno della grande macchina organizzativa della clinica?«Non amo essere o considerarmi un solista, ma un elemento aggregante di una buona melodia d’orchestra. Azioni e decisioni sono condivise, a volte imposte, ma sempre sul filo sottile del rispetto reciproco. Un coordinatore quale sono io, deve delegare alcune mansioni, ma il farlo non vuol dire “deresponsabilizzarsi”, ma investire i collaboratori di un ruolo, in una sorta di “complicità” tra il delegante e il delegato. I successi poi sono di tutti, ma gli insuccessi, per forza di cose, ricadono su chi delega», spiega il dottor Di Battista, fresco laureato in Economia e management dei servizi sanitari.In questa posizione di alta responsabilità si sentirà spesso isolato?«Certamente, il decidere implica solitudine. È necessario “dare rispetto” per “ottenere rispetto”. Mi trovo spesso con il cuore diviso: da una parte devo ossequiare la freddezza dei numeri, dall’altra rimanere distaccato, nonostante la mia sensibilità, e non farmi coinvolgere emotivamente dalle situazioni personali. Il mio ufficio rappresenta uno snodo cruciale, una sorta di avamposto, un catalizzatore dell’intera attività organizzativa, amministrativa e un ponte con la proprietà che si è sempre mostrata degna del massimo rispetto per ciò che offre quotidianamente a tutti noi».Come funziona il suo ufficio?«L’équipe è composta da sei collaboratori; frequentemente, ci sono scambi di informazioni riservate che vanno sviluppate, approfondite e condivise con la dirigenza medica; il rapporto quotidiano con tutto il personale, sanitario e non, un vero patrimonio di conoscenza e umanità, che va custodito, potenziato e difeso da contaminazioni esterne. È un lavoro silenzioso e umile, in cui mi metto continuamente in gioco; mi aggiorno continuamente, perché non posso mai permettermi di rimandare anche di poco una decisione. Non sono abituato a fare proclami per i risultati raggiunti e sono felice quando qualcuno dei miei collaboratori viene premiato, coronando un sogno od un percorso di crescita professionale. Cerco, insomma, di individuare il migliore benchmarking, giusto compromesso  tra la migliore performance e la best practice , efficientando al meglio le risorse in campo», afferma il DRUF.Un bilancio di questi primi dieci anni.

    «Con il lavoro di tutti e lo sforzo della proprietà, “Le Terrazze” sono oggi un punto di riferimento assoluto per la riabilitazione intensiva in Lombardia. Certo, la crisi si fa sentire anche da noi, aumentano ogni giorno le richieste di assunzione, ma nonostante tutto guardiamo al futuro. Ogni tanto mi capita di fare da consulente in materia finanziaria a colleghi; nel mio ufficio, capita spesso che le persone arrivino e si mettano a nudo, raccontando i loro problemi, che, nell’assoluto rispetto, ascolto nella più assoluta riservatezza».

    Marco Di Battista, interista (nel suo ufficio fa bella mostra l’Oscar del tifoso, regalatogli dall’AD delle “Terrazze” Donato Rita), appassionato di musica e lettura nonché del buon cibo e del buon vino che sceglie personalmente, si paragona a Xavier Zanetti, capitano dell’Inter, «che lavora in silenzio e con dedizione ed è sempre presente per il bene della squadra. Ho sempre cercato di essere “l’attore principale della mia vita” e gli obiettivi che mi sono posto li ho sempre raggiunti, sia a livello familiare che professionale».

    Quali sono i progetti per il futuro?

    «Parecchi, in dieci anni non ci siamo mai annoiati. Abbiamo avuto attestati di stima a tutti i livelli, anche da parte di istituzioni nazionali. L’obiettivo futuro è di consolidare quanto sin qui fatto, sviluppando ancor di più le diverse professionalità, non disperdendo il patrimonio umano e professionale coltivato nel tempo. Naturalmente, tutto ciò mantenendo un’elevata attenzione alla qualità del servizio erogato, migliorando le nostre performance in termini economico/finanziario ed individuando   “eccellenze”, sanitarie e non, da potenziare e sviluppare».

    Redazione Sensus

    Casa di Cura Privata Le Terrazze S.r.l.
    I - 21035 Cunardo, Varese
    Via Ugo Foscolo 6/b
    Tel. +39 0332 992111
    Fax +39 0332 990074

    Email: info@clinicaleterrazze.com
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