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    Convegno del 01/06/2012

    "La cura delle persone in stato vegetativo: percorso diagnostico riabilitativo e aspetti etici"

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  • Colori e pennelli per

    ricominciare a sognare

    «Qui alle Terrazze ho voluto portare la mia esperienza di vita. Il lavoro sull’immagine che propongo porta i pazienti a guardarsi dentro, a scavare nel profondo, a raccontarsi».

     .

    Grazia Giani, pittrice e arte terapeuta, è “la signora del martedì”, colei che arriva in clinica con fogli e pennelli, acquerelli e vaschette e insegna ai malati di Parkinson a ritrovare piano piano se stessi attraverso la pittura ad acquerello, la più istintiva.
    «Non pensavo di arrivare a lavorare in ambito medico, ma questa esperienza è diventata molto importante per me proprio per la vicinanza con i malati. La cosa è nata casualmente nel 2010, dall’incontro con Giulia Quaglini, presidente dell’associazione insubrica delle persone colpite dal morbo di Parkinson. Lei mi propose di fare un laboratorio di un giorno a Cassano Magnago, per ben 35 anziani. Accettai e chiamai a darmi una mano mia figlia Beatrice, diplomata in scenografia, e quattro mie allieve», spiega Grazia Giani.

    La pittrice di Besozzo aveva in precedenza formato un analogo gruppo di lavoro a villa Frua di Laveno, due giornate dal titolo “Il dialogo sul filo dell’acqua”, per un gruppo di 32 anziani.
    «Poi è partito un finanziamento regionale, che mi ha consentito di lavorare a Cassano, Tradate e qui a Cunardo in contemporanea, dal novembre 2010 a luglio dello scorso anno. Ora la passione e il piacere di dare un poco di sollievo a chi soffre, mi ha spinto a continuare l’attività alle “Terrazze”, a titolo gratuito, come volontaria».

    Ai martedì di Grazia Giani partecipa una dozzina di pazienti parkinsoniani, puntualissimi all’appuntamento con l’arte.
    «La lezione durerebbe un’ora e un quarto, ma alla fine arriviamo anche a un’ora e tre quarti, perché tutti vogliono parlare, raccontare le loro esperienze. L’arte non esclude la medicina, dà un supporto psicologico, di considerazione e rassicurazione. Il Parkinson è una malattia che porta molta ansia interiore, la pittura aiuta a diluirla».

    Ogni paziente è guidato da Grazia a prendere consapevolezza con le proprie capacità artistiche, a tracciare anche soltanto semplici segni, dar corpo a frammenti di memoria, di vissuto.
    «Ognuno di loro racconta ciò che era prima della malattia, cosa ha lasciato e cosa, magari, ha ritrovato. Ciò che è realmente importante, è creare la consuetudine all’incontro, chiacchierare, lasciar andare il colore. Ho scelto l’acquerello proprio per la sua natura liquida, che aiuta a raccontare, a “stendere” sul foglio bianco idee e sogni. Le prime volte i pazienti sono un po’ restii a prendere il pennello, poi è difficile farli smettere, diventa quasi una gara tra loro e attorno a questo tavolo si svela la vita di ognuno», dice Grazia Giani.

    Che ora vorrebbe raccogliere in un libro il molto materiale raccolto in questi anni di arte terapia.
    «Vorrei che questo mio lavoro avesse una valenza scientifica e servisse a far conoscere i progressi che il disegno fa compiere ai malati di Parkinson. Sono gli stessi pazienti, alla fine, a meravigliarsi di ciò che il laboratorio creativo riesce a smuovere dentro di loro».

    Redazione Sensus

    Casa di Cura Privata Le Terrazze S.r.l.
    I - 21035 Cunardo, Varese
    Via Ugo Foscolo 6/b
    Tel. +39 0332 992111
    Fax +39 0332 990074

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